Dall’11 al 17 maggio si svolgerà la Settimana mondiale di sensibilizzazione per la riduzione del consumo alimentare di sale, promossa dalla World Action on Salt, Sugar and Health (WASSH), associazione costituita nel 2005 e presente con partner in 100 Paesi dei diversi continenti.
La WASSH opera per migliorare la salute della popolazione attraverso la graduale riduzione dell’assunzione di sale fino a meno di 5 grammi al giorno, pari a circa 2 grammi di sodio, valore raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).
Un consumo eccessivo di sale favorisce infatti l’aumento della pressione arteriosa e, di conseguenza, incrementa il rischio di gravi patologie cardio-cerebrovascolari legate all’ipertensione, come infarto del miocardio e ictus. Inoltre, un’elevata assunzione di sale è stata associata anche ad altre malattie croniche, tra cui tumori — in particolare dello stomaco — osteoporosi e malattie renali.
La tutela della salute richiede l’impegno di ciascuno di noi, ma anche una strategia globale che coinvolga, a livello nazionale e internazionale, l’industria alimentare. È infatti fondamentale che il contenuto di sale negli alimenti trasformati non superi i limiti più volte indicati dall’OMS.
Per questo motivo è importante che aziende alimentari, Istituzioni e cittadini continuino a impegnarsi nella riformulazione dei prodotti alimentari e nella riduzione dell’utilizzo del sale in cucina e a tavola. L’obiettivo è quello fissato dall’OMS nel Global action plan for the prevention and control of noncommunicable diseases 2013–2020, successivamente esteso al 2030, che prevede una riduzione del 30% del consumo medio di sale/sodio nella popolazione entro il 2025, rispetto ai livelli registrati nel 2010.
A questo obiettivo contribuiscono già da tempo sia il Programma Guadagnare salute: rendere facili le scelte salutari (D.P.C.M. 4 maggio 2007), nell’ambito del quale sono stati sottoscritti numerosi Protocolli d’intesa tra il Ministero della Salute e le associazioni dei produttori di alimenti artigianali e industriali per ridurre il contenuto di sale in diverse categorie di prodotti alimentari, sia il Piano Nazionale della Prevenzione.