Corso di formazione “Modello integrato di lavoro in sanità: Approcci innovativi per la cura”

L’UOC Psicologia, con il supporto della  Direzione Generale, ha proposto e organizzato, all’interno della programmazione formativa aziendale, un percorso formativo innovativo per la cura basato sul modello di “lavoro integrato inclusivo” rivolto al personale dei reparti  di Pediatria, Ginecologia-ostetricia e Utin-neonatologia del Presidio ospedaliero di Agrigento.

La motivazione che ha spinto l’UOC Psicologia ad avviare questo percorso prende impulso dalla necessità di  condividere e diffondere tale modello come base della presa in carico multiprofessionale in sanità, dando massima attenzione alle relazioni, alla comunicazione e alla organizzazione.

Il Servizio di Psicologia ha intercettato e coinvolto a tal fine la Rete Nazionale per il lavoro integrato inclusivo in area pediatrica e materno infantile, rete costituita da diverse organizzazioni che operano in campo sanitario e che ha già avviato uno studio di ricerca-intervento in diversi territori sanitari nazionali, con l’obiettivo di sensibilizzare gli operatori sanitari a un modello di lavoro specifico e innovativo.

Di tale modello alcuni costrutti psicologici colpiscono in modo particolare:  la “visione comune”, che trova espressione nell’obiettivo comune; la “contaminazione”, cioè la disponibilità del singolo operatore a considerare elementi del punto di vista dell’altro; la “contemporaneità”, cioè il crearsi di nessi in termini di scambio e di collegamenti tra gli interventi nel rispetto delle specifiche competenze e della condivisione; e ancora l’ “energia” che il lavoro integrato inclusivo sviluppa come potenziamento dell’efficienza e dell’efficacia, sia del funzionamento del contesto, sia dell’azione di cura; l’importanza dell’“interazione”, intesa proprio come scambio attivo tra le pratiche professionali fondate su una visione comune. Molto interessanti  si rivelano le prospettive del  LII che delineano una “leadership partecipativa”, in cui i membri di un’équipe lavorano autonomamente ma con una visione comune, orientando le proprie competenze verso l’interdipendenza. Questo approccio visionario, a lungo termine, è paragonato alla costruzione di una cattedrale medievale, dove operai, manovali e architetti collaboravano fianco a fianco, sapendo che non avrebbero visto il progetto completato, ma avrebbero lasciato un’eredità alle generazioni future. Il cathedral thinking, coniato da Watson, implica immaginare e perseguire obiettivi a lungo termine, mettendo il bene comune e il progresso futuro al di sopra dei benefici immediati personali. Questa prospettiva è un invito agli operatori a guardare oltre le urgenze immediate e a considerare il futuro nelle decisioni e azioni.

Il corso prevede una parte in FAD e una parte di formazione in presenza che sarà articolata in due giornate (una intera e una metà giornata) che si ripeteranno in 4 edizioni, precisamente nei giorni 2-3, 4-5, 10-11, 12-13 marzo 2026. Seguirà poi un periodo di 5 settimane di sensibilizzazione sul campo, supportato da un percorso di monitoraggio e valutazione a cura dei docenti.