1
imageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimageimage

Dipartimento Salute Mentale

SEDI E RECAPITI

Direttore Dott. Luigi Marchetta

Viale della Vittoria 321 – Agrigento

tel. 0922 407337 – 0922 407333


DEFINIZIONE E FINALITA’

Il Dipartimento della Salute Mentale è, la struttura operativa dell’Azienda Sanitaria finalizzata alla prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione psichiatrica con compiti di gestione, orientamento, consulenza e supervisione mirati ad assicurare una efficace e sostanziale tutela e promozione della Salute Mentale dei cittadini.

E’ compito del Dipartimento di Salute Mentale operare per rimuovere qualsiasi forma di discriminazione, stigmatizzazione, esclusione nei confronti delle persone portatrici di disagio psichico e disturbo mentale, promuovendo pieni e completi diritti di cittadinanza.

Il Dipartimento garantisce che i servizi per la Salute Mentale operanti nell’Azienda Sanitaria costituiscano un complesso organizzativo unico e coerente, assicurando lo stretto coordinamento tra i servizi, il raccordo con gli altri servizi aziendali, con la comunità e le sue Istituzioni.

In quanto dipartimento strutturale, il DSM è caratterizzato dalla necessità di realizzare una incisiva ed unitaria conduzione degli interventi, con l’ obiettivo di un uso efficiente/ottimale delle risorse, con autorità sovraordinata rispetto alle unità operative e i servizi che la compongono.

ARTICOLAZIONE DEL D.S.M. IN STRUTTURE

Il Dipartimento è strutturato a livello organizzativo nelle seguenti strutture semplici e complesse:

Direzione Dipartimento Salute Mentale, coadiuvato dalle seguenti strutture:

  • Unità Operativa Semplice Attività Amministrativa di supporto
  • Unità Operativa Semplice Qualità, programmazione e controllo (UOS),
  • Gruppo Dipartimentale per le attività di inclusione sociale (G.A.T.)
  • Gruppo Dipartimentale per le attività di prevenzione (Co.A.P.)

Unità Operativa Complessa Modulo Dipartimentale Agrigento – Casteltermini (AG1), articolato nelle seguenti strutture:

  • Centro Salute Mentale Distretto di Agrigento (UOS), con annesso C.D.,
  • Centro Salute Mentale Distretto di Casteltermini (UOS),
  • S.P.D.C. Agrigento (UOS)
  • C.T.A./A Agrigento
  • C.T.A./B Agrigento

Unità Operativa Complessa Modulo Dipartimentale Sciacca – Ribera – Bivona (AG2), articolato nelle seguenti strutture:

  • Centro Salute Mentale Distretto di Sciacca (UOS), con annesso C.D.,
  • Centro Salute Mentale Distretto di Ribera (UOS),
  • Centro Salute Mentale Distretto di Bivona (UOS),
  • S.P.D.C. Sciacca (UOS)

Unità Operativa Complessa Modulo Dipartimentale di Canicattì – Licata (AG3), articolato nelle seguenti strutture semplici:

  • Centro Salute Mentale Distretto di Canicattì (UOS), con annesso C.D.
  • Centro Salute Mentale Distretto di Licata (UOS), con annesso C.D.,
  • S.P.D.C. Canicattì (UOS)

Unità Operativa Complessa Coordinamento di Neuropsichiatria Infantile; articolato in Ambulatori Distrettuali:

  • U.O. NPI di Agrigento
  • U.O. NPI di Canicattì
  • U.O. NPI di Casteltermini
  • U.O. NPI di Licata
  • U.O. NPI di Ribera
  • U.O. NPI di Sciacca

Unità Operativa Complessa Coordinamento Dipendenze Patologiche; articolato in Unità Operative periferiche:

  • U.O.S. SerT di Agrigento
  • U.O.S. SerT di Canicattì
  • U.O.S. SerT di Licata
  • U.O.S. SerT di Ribera
  • U.O.S. SerT di Sciacca

Unità Operativa Complessa Malattie Psichiatriche Degenerative ed Involutive;

MODULI DIPARTIMENTALI

Le U.O.C. denominate Moduli Dipartimentali, sono le strutture complesse che coprono i servizi per le tre macroaree in cui è suddivisa la Provincia di Agrigento, rispettivamente M.D. AG1 di Agrigento - Casteltermini; M.D. AG2 di Sciacca – Ribera – Bivona; M.D. AG3 di Licata – Canicattì. Ogni Modulo è’ articolato in:

  • Centri di Salute Mentale distrettuali,
  • Centri Diurni,
  • Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura,
  • Comunità Terapeutica Assistita

Le modalità organizzative del Modulo Dipartimentale privilegiano la comunicazione, la circolarità dell’informazione, la gestione gruppale dei processi decisionali. A tal fine, all’interno del Piano della comunicazione dipartimentale.

Il Modulo Dipartimentale opera secondo i seguenti criteri ed indirizzi:

  • Presenza attiva e mobilità nel territorio verso la domanda allo scopo di evitare liste di attesa sulle urgenze e filtri burocratici, e di promuovere le modalità di presa in carico nei luoghi di vita della persona
  • Continuità terapeutica.
  • Centralità della risposta alla crisi nel servizio territoriale.
  • Ampia integrazione di risposte sanitarie e sociali in integrazione con gli altri servizi sociosanitari, ivi comprese le risorse informali e del volontariato.

In capo alla struttura complessa M.D., dotata di autonomia tecnico professionale e di responsabilità di gestione delle risorse, vi è un Dirigente responsabile, medico psichiatra.

CENTRI DI SALUTE MENTALE

Il Servizio territoriale di Salute Mentale denominato C.S.M. è la struttura territoriale deputata ad esercitare tutte le attività preventive, curative e riabilitative in ordine ad un’area di popolazione determinata e ricadente nell’ambito territoriale dei Distretti Sanitari di Base.

Il C.S.M. è struttura semplice dotata di autonomia operativa rispetto alla propria area territoriale.

Il C.S.M. detiene la continuità dei progetti terapeutici sui singoli casi nell’unitarietà di prevenzione – cura – riabilitazione/abilitazione, effettuando una presa in carico globale secondo il modello del “case management”, modello organizzativo assistenziale che ha lo scopo di provvedere alla qualità delle cure, aumentare la qualità della vita, diminuire la frammentazione e contenere i costi dell’assistenza (ANA 1988). Il “case management” si pone come obiettivo il miglioramento dell’efficacia ed efficienza dell’assistenza durante tutto l’evento patologico ed in qualunque struttura. La metodologia di tale sistema si basa sul coordinamento e l’utilizzo di risorse adeguate, sull’appropriatezza degli interventi e sul monitoraggio dei risultati raggiunti.

A ciascun C.S.M. è addetta una equipe composta da medici, psicologi, sociologi, pedagogisti, assistenti sociali, tecnici della riabilitazione, educatori, animatori, infermieri professionali. L’equipe effettua una presa in carico globale dell’individuo con sofferenza psichiatrica.

Il C.S.M. collabora con le articolazioni del Distretto Sanitario Base e con i servizi socio sanitari dell’Azienda Sanitaria, nonché con Enti ed Istituzioni ed ogni altra risorsa terapeutico – riabilitativa del territorio, in quanto detiene la continuità dei progetti terapeutici sul singolo utente.

Il C.S.M. opera secondo i seguenti criteri ed indirizzi:

  • Presenza attiva e mobilità nel territorio verso la domanda allo scopo di evitare liste di attesa e filtri burocratici, e di promuovere la modalità di presa in carico nei luoghi di vita della persona;
  • Continuità terapeutica;
  • Centralità della risposta alla crisi nel servizio territoriale;
  • Lavoro di equipe, secondo una metodologia operativa con l’ottica di ottimizzare le risorse umane e professionali del servizio, valorizzando il contributo di ciascun operatore attraverso l’assunzione di compiti e responsabilità specifiche, nel corretto rapporto tra interdipendenza e autonomia operativa. Esso si articola attraverso l’ampia circolazione dell’informazione, fermo restando l’obbligo del segreto professionale, la formulazione dei progetti terapeutici, attraverso approcci multidisciplinari, il coordinamento degli interventi in collaborazione tra diverse figure professionali, la formazione e la riqualificazione costante in equipe.
  • Ampia integrazione di risposte sanitarie e sociali in integrazione con gli altri servizi sociosanitari, ivi comprese le risorse informali e del volontariato;
  • L’attività terapeutico riabilitativa si articola nell’arco delle 12 ore, sei giorni su sette, nelle sedi dei CSM e nei luoghi di vita o di temporanea permanenza delle persone.

Il C.S.M. deve predisporre le seguenti attività, interventi e prestazioni:

  • Visite ed attività ambulatoriali e domiciliari,
  • Lavoro terapeutico individuale,
  • Lavoro terapeutico e di counseling con la famiglia,
  • Lavoro terapeutico di gruppo,
  • Programmi e progetti di abilitazione e di prevenzione primaria, secondaria e terziaria,
  • Sostegno socio assistenziale in stretta integrazione con istituzioni e servizi del territorio,
  • Sostegno nelle strutture residenziali,
  • Consulenze presso reparti ospedalieri, carcere o altre istituzioni del territorio,
  • Partecipazione a percorsi e programmi di inclusione sociale,
  • Programmi di informazione per i cittadini, di fronteggiamento dello stigma, di promozione della salute mentale.

Il C.S.M. promuove la ricerca e l’attivazione di aiuti economici, azioni a sostegno della vita quotidiana a domicilio ed in alloggi comunitari, azioni per la gestione del tempo libero, soggiorni, attività di socializzazione e di animazione; in tal senso, coordinandosi con le strutture deputate all’accoglienza in forma residenziale e semiresidenziale, promuove interventi riabilitativi, di formazione e di inserimento lavorativo. Nell’ambito di queste funzioni attiva la consociazione di utenti in forme di coabitazione autonome o strutture residenziali;

In capo alla Struttura Semplice CSM vi è un Dirigente Responsabile, i cui compiti sono quelli previsti per il Dirigente responsabile di struttura semplice.

CENTRI DIURNI

1.Il C.S.M. promuove e gestisce Centri Diurni semiresidenziali fruibili dall’utenza di uno o più servizi territoriali, finalizzati a sviluppare in spazi appropriati, anche esterni alla sede del CSM, attività educativa, formativa, di apprendimento sociale, scolastica, di animazione, di utilizzo di tecniche specifiche di espressione corporea e di sviluppo delle capacità cognitive.

2.Il Centro Diurno è coordinato da un Dirigente Responsabile individuato dalla Direzione aziendale;

3.Le attività devono essere, per quanto possibile, individualizzate e calibrate sulla base di un Piano Terapeutico Individualizzato predisposto dalla equipe del C.D. Alle attività dei Centri Diurni, deve essere promossa la partecipazione di cittadini non utenti dei servizi al fine di favorire forme di integrazione sociale e la qualificazione delle iniziative medesime.

4.I CSM di appartenenza dei C.D. sono tenuti al monitoraggio delle attività svolte per valutare l’efficacia degli interventi all’interno del programma abilitativi predisposto per il singolo utente. A tale scopo il Responsabile del C.D. ha cura di redigere un diario quotidiano da cui risultino le attività svolte, le prestazioni fornite, gli operatori implicati, i nominativi degli utenti che partecipano giornalmente alle iniziative in atto ed ogni altra notizia utile alla verifica dell’attività ed all’elaborazione e controllo di appropriati programmi.

SERVIZIO PSICHIATRICO OSPEDALIERO DI DIAGNOSI E CURA (S.P.D.C.)

Il D.S.M. coordina e garantisce l’assistenza psichiatrica nell’ambito ospedaliero e nel territorio nell’ area dell’emergenza psichiatrica e dei trattamenti sanitari di salute mentale, il coordinandosi operativamente con i C.S.M. territoriali, il Pronto Soccorso e le altre UU.OO. degli Ospedali, il Comune e le altre agenzie dell’emergenza e dell’ordine pubblico.

Il Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura è attivo presso:

  • Il Presidio Ospedaliero di Agrigento; posti letto attivati 15;
  • Il Presidio Ospedaliero di Sciacca; posti letto attivati 9;
  • Il Presidio Ospedaliero di Canicattì; posti letto attivati 9.

Il Servizio Psichiatrico Diagnosi e Cura ha funzioni di:

  • Osservazione e primo intervento nei casi in cui non sia possibile mettere in atto idonee misure sanitarie extraospedaliere;
  • Trattamenti sanitari in condizioni di degenza ospedaliera, volontari o obbligatori, di concerto con il competente Servizio Territoriale o su richiesta espressa dello stesso;
  • Consulenza psichiatrica per domande afferenti ai servizi di Pronto Soccorso o per richieste provenienti dai Reparti ospedalieri cui non possono assolvere i Centri di Salute Mentale.

I Centri di Salute Mentale sono titolari della regia del progetto sul singolo caso, collaborando alla gestione del ricovero degli utenti di competenza territoriale e, di concerto con l’SPDC, quando necessario, effettuano la presa in carico diretta il più rapidamente possibile.

Il ricovero ospedaliero si pone quindi in continuità agli interventi territoriali.

STRUTTURE RESIDENZIALI SANITARIE (C.T.A.)

1.Le Comunità Terapeutiche Assistite sono strutture residenziali aperte per 20 pazienti ciascuna, dai 18 ai 65 anni, che necessitano, per tempi limitati, di un intervento terapeutico riabilitativo intensivo, in luoghi diversi dal proprio nucleo familiare o comunque dalla propria abitazione.

2.Gli obiettivi di lavoro, sono finalizzati al reinserimento del paziente nel proprio contesto di origine, nella propria casa o in strutture non sanitarie di residenzialità protetta, come le Comunità Alloggio, i Gruppi Appartamento.

3.Il programma terapeutico e riabilitativo, essendo mirato alla ristrutturazione complessiva del problema del paziente e quindi coinvolgente la famiglia e le agenzie sociali e le risorse del territorio, va formulato e realizzato in stretta collaborazione con il servizio territoriale di competenza (Centro di Salute mentale) e riguarda il potenziamento della cura di sé, l’indipendenza nella vita quotidiana, i contatti sociali, alla ricostruzione di una corretta relazionalità familiare, all’apprendimento delle capacità di convivenza sociale, ecc. e ciò sia attraverso attività terapeutiche dirette (farmacologiche, psicoterapiche, relazionali) sia attraverso attività pedagogiche, abilitative, di sostegno sociale, risocializzazione, espressivo, pratico-manuale, di formazione al lavoro.

4.L’ingresso di persone nelle strutture residenziali viene disposto dal Responsabile della CTA, su proposta del Responsabile del Centro di Salute Mentale. Viene concordato un programma riabilitativo col paziente e con la sua famiglia (Piano Terapeutico Individualizzato) con verifiche periodiche.

5.Le strutture residenziali sono due: CTA “A” Agrigento, CTA “B” Agrigento; mantengono scambi con il contesto sociale in cui sono inserite, sono dimensionate su scala ed economia domestica, sia in riferimento alla organizzazione della struttura, sia in riferimento alla funzionalità ed accessibilità per gli ospiti. Sono valorizzati gli spazi e le dimensioni individuali e private ma anche gli spazi e i momenti collettivi. Alla protezione che la struttura offre deve corrispondere emancipazione ed autodeterminazione della persona.

6.Alla struttura residenziale vengono garantiti i servizi essenziali di pulizia, cucina e guardaroba, ai quali deve corrispondere anche la partecipazione degli ospiti ove ritenuta utilepossibile.

7.Nelle Comunità Terapeutiche Assistite operano psichiatri, assistenti sociali, assistenti sanitari, educatori, animatori, infermieri psichiatrici, accompagnatori e volontari. Gli operatori in servizio presso le CTA devono possedere adeguata formazione ai compiti specifici.

8.La CTA è coordinata da un Dirigente Responsabile individuato dalla Direzione aziendale,

9.Il Responsabile della CTA promuove le azioni di supporto nella gestione e amministrazione ordinaria del patrimonio concordata con l’utente o, se ricorrono le fattispecie, con gli organismi di tutela.

UNITA' OPERATIVA COMPLESSA MALATTIE PSICHIATRICHE DEGENERATIVE ED INVOLUTIVE E CENTRI DIURNI

In conseguenza del progressivo invecchiamento della popolazione, la demenza è la patologia cronico degenerativa della quale nei prossimi decenni è atteso il massimo aumento ( + 57 % nel 2030); + 150 % nel 2050). si tratta di una condizione morbosa degenerativa attualmente inguaribile. Il costo medio annuo per le cure formali ed informali di ciascun paziente è attualmente stimato in 21.000 euro e se ne prevede un costante incremento. La demenza è sospettabile nei soggetti che presentano un profilo clinico caratterizzatoda deficit della memoria, una o pià alterazioni cognitive (afasia, aprassia, agnosia, disturbo delle funzioni esecutive), disturbo delle autonomie personali e sociali, disturbi comportamentali. Tutti i dati indicano la presenza di disturbi comportamentali (BPSD) importanti, e questi sono in grado di accelerare il declino funzionale dei pazienti oltre a mettere in crisi l'intero sistema familiare che ha in carico la persona malata.

La demenza è una malattia “familiare” per le richieste ed il peso che esercita sulla famiglia del malato e per l'alto livello di partecipazione legato alla presa in carico del paziente, che incide sulla vita sociale, psicologica,ed economica del caregiver; essendo estremamente raro il ricorso alla istituzionalizzazione.

Presso l'Unità Operativa Complessa Malattie Psichiatriche Degenerative ed Evolutive l'ASP di Agrigento ha attivato il Centro Territoriale di Psicogeriatria destinato ai soggetti con età superiore ai 65 anni con disturbo psichiatrico, demenza con disturbi del comportamento

Il Centro effettua:

  • attività di cure primarie con l'attivazione di un ambulatorio dedicato con compiti diagnostici e terapeutici;
  • attività di consulenza presso strutture residenziali e a domicilio;
  • attività formativa/informativa ai caregiver relative all'atteggiamento da utilizzare ed assumere nei confronti di una persona affetta da demenz, complicata da BPSD

CENTRI DIURNI DI AGRIGENTO E SCIACCA

Le strutture semiresidenziali, oggi meglio definite anche come strutture di sollievo, hanno lo scopo di offrire all'anziano il miglior supporto a 360° e i familiari siano attivamente coinvolti, educati a comprendere le caratteristiche della malattia e aiutati a gestire lo stress psicofisico che l'assistenza a un proprio caro comporta, offrendo un sollievo dal carico assistenziale.

  • CD Agrigento - Presso la sede della UOC Malattie Psichiatriche Degenerative ed Involutive sita presso la Cittadella Sanitaria del Viale della Vittoria 321 in Agrigento
  • CD Sciacca – presso il Presidio Ospedaliero San Giovanni Paolo Secondo in Sciacca

i due Centri Diurni si avvalgono della operatività di volontari oltre che di personale specializzato alla cura ed assistenza delle persone affette da patologia di Alzheimer

GRUPPO DIPARTIMENTALE PER L’ INCLUSIONE SOCIALE E L'INSERIMENTO SOCIO LAVORATIVO DEL DISABILE PSICHICO (G.A.T.)

Tra i compiti fondamentale del Dipartimento Salute Mentale rientra quello del reinserimento e della integrazione del disabile psichico nel contesto sociale, attraverso l’elaborazione, da parte degli operatori delle varie Unità Operative del Dipartimento, di progetti e percorsi personalizzati a favore dell’utente, in rapporto con gli organi esterni presenti nel territorio che collaborano allo sviluppo ed alla promozione dei processi di riabilitazione, nell'ottica di una riorganizzazione e riqualificazione della rete della residenzialità (Comunità Alloggio, Gruppi Appartamento, Case Famiglia) come peraltro previsto nel nuovo Piano Regionale per la salute Mentale. Tutto ciò assume maggior valore se colleghiamo gli obiettivi regionali della riabilitazione e della inclusione alla esigenza di redigere i PTI (Piani terapeutici Individualizzati), elemento centrale del Piano Regionale della salute mentale,. Inclusi all'interno del Piano Attuativo Locale Aziendale.

Il Gruppo, in acronimo G.A.T., è organismo funzionale a valenza dipartimentale finalizzato al coordinamento delle Unità e delle attività che attengono al vasto campo della inclusione sociale.

In particolare il G.A.T. si occupa di coordinare e supervisionare:

  • La Salute Mentale di Comunità;
  • Progetti di riorganizzazione e riqualificazione della rete di residenzialità;
  • Progetti di sostegno della formazione dell’inserimento lavorativo;
  • Progetti di riabilitazione degli spazi sociali della comunità locale;
  • Programmazione dei Piani di Zona distrettuali;

Le attività si svolgono in stretta collaborazione con tutti gli operatori delle diverse Unità Operative del DSM, ai quali rimane affidato, ciascuno per la parte di propria competenza, la gestione di tutti i procedimenti riguardanti l’intera area di abilitazione territoriale.

GRUPPO DIPARTIMENTALE PER LE ATTIVITA’ DI PREVENZIONE (Co.A.P.)

Tra i compiti del DSM rientra quello della prevenzione del disagio psichico, attraverso la elaborazione e la realizzazione, da parte degli operatori del DSM, di concerto con le Strutture sanitarie della Azienda, nonché con tutte le altre agenzie territoriali, di percorsi di prevenzione e promozione della salute mentale che si riferiscono all’ampio ambito del disagio psichico in tutte le sue forme ed in tutti i contesti in cui questo può manifestarsi.

Il Gruppo nasce nell’ottica della necessità di un coordinamento strategico delle prassi che attengono all’ambito preventivo e svolge compiti di coordinamento e supervisione per tutti i progetti dipartimentali che riguardano l’area della prevenzione. E nello specifico:

  • Progetti di riorganizzazione degli ambiti di prevenzione;
  • Progetti di miglioramento processuale e metodologico in ambito preventivo;
  • Progetti di valutazione e riqualificazione delle attività;
  • Progetti di prevenzione all’interno degli spazi sociali della comunità locale;
  • Partecipazione alla programmazione dei Piani di Zona territoriali.

Le attività si svolgono in stretta collaborazione con tutti gli operatori delle diverse Unità operative afferenti al Dipartimento, ai quali rimane affidato, ciascuno per la parte di propria competenza, la gestione di tutti i procedimenti riguardanti l’intera Area di prevenzione territoriale.

Un componente del Gruppo, individuato dal gruppo stesso, partecipa, in qualità di osservatore senza diritto di voto, alle riunioni del Comitato Dipartimentale.

ATTIVITA’ DEL PERSONALE

Fatto salvo quanto espressamente previsto dalle leggi in vigore nonché dal CCNL e dal Regolamento Generale dell’Azienda USL n. 1 Agrigento, ogni operatore professionale (medico, psicologo, pedagogista, sociologo, assistente sociale, infermiere professionale, fisioterapista, animatore, educatore, ecc.) addetto al Dipartimento Salute Mentale opera in equipe, nell’ottica di ottimizzare le risorse umane e professionali del servizio, di valorizzare il contributo di ciascun operatore attraverso l’assunzione di compiti e responsabilità specifiche, nel corretto rapporto tra interdipendenza e autonomia operativa. Esso si articola attraverso l’ampia circolazione dell’informazione, fermo restando l’obbligo del segreto professionale, la formulazione dei progetti terapeutici, attraverso approcci multidisciplinari, il coordinamento degli interventi in collaborazione tra diverse figure professionali, la formazione e la riqualificazione costante in equipe, tramite l’accertamento, pianificazione, fornitura, erogazione, coordinamento di servizi ed operatori e monitoraggio dei bisogni multipli del paziente (Zender, 1990).

Ciascun operatore professionale dovrà:

  • Contribuire nell’equipe alla identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività;
  • Mantenere con l’utenza, le famiglie, gli Enti, le Associazioni e la cittadinanza, relazioni di ascolto e di educazione sanitaria. In particolare contribuisce ai programmi di formazione delle famiglie e delle persone assistite;
  • Collaborare alla tenuta del Sistema Informativo del Servizio ed alla raccolta dati di interesse epidemiologico;
  • Partecipare alle riunioni di equipe e relaziona sull’attività svolta, contribuendo alla diffusione di tutte le informazioni significative per il conseguimento e la valutazione degli obiettivi stabiliti dall’equipe;
  • Pianificare, gestire e valutare l’intervento assistenziale sulla persona contestualmente alla rete familiare e sociale;
  • Curare, ciascuno per le parti di propria competenza, che gli interventi effettuati siano appropriatamente documentati nella cartella clinica;
  • Espletare le pratiche di assistenza centrate sulla presa in carico della persona nella sua integrità nel rispetto della dignità e riservatezza;
  • Conservare la documentazione inerente le prescrizioni terapeutiche;
  • Provvedere a visite domiciliari a utenti inseriti in programmi terapeutici decisi dall’equipe;
  • Accompagnare e supportare le persone nelle attività di animazione, risocializzazione, culturali e ricreative, nonché nei soggiorni fuori sede, in luoghi di lavoro e/o di formazione all’interno di un programma volto all’autonomia della persona;
  • Verificare e contribuire a mettere in atto ogni strategia per i decoro del domicilio della persona anche attraverso l’attivazione di personale ed Enti preposti;
  • Controllare e provvedere che venga offerta una appropriata e decorosa assistenza ai bisogni fisici della persona, soprattutto se non autosufficiente;
  • Collaborare a promuovere attività di integrazione sociale anche attraverso il rapporto con gruppi ed associazioni di cittadini sul territorio;
  • Collaborare a promuovere gruppi di auto mutuo aiuto;
  • Collaborare e partecipare alle attività di gruppo e di lavoro sulla qualità dei servizi (V.R.Q.);
  • Proporre i propri programmi di formazione permanente e di aggiornamento all’interno del DSM;
  • Partecipare alle attività di gruppo di lavoro sulla ricerca, prevenzione, abilitazione;
  • Redigere e conservare la documentazione inerente l’attività burocratico amministrativa (compilazione e tenuta della modulistica, registrazione delle attività quotidiane) del Servizio.

ACCOGLIENZA DELLA DOMANDA

  1. Il D.S.M. garantisce ai cittadini una bassa soglia di accesso ai servizi. La domanda viene accolta in tutte le sue forme, dirette ed indirette, informali ed istituzionali. L’accesso al servizio si fonda sul principio della territorialità. In caso di urgenza non si tiene conto di tale principio, salvo fatto l’obbligo di segnalazione dell’intervento al Centro di appartenenza.
  2. Il C.S.M. si integra con le attività dei Distretti Sanitari nell’accogliere la domanda e nel garantire una risposta globale ai bisogni di salute della comunità, partecipando alle attività di coordinamento e promuovendo programmi e progetti individuali e comunitari congiunti.
  3. I problemi di regolamentazione dell’accesso sono problemi di natura organizzativa del servizio ed in nessun modo devono ricadere sull’utenza. Ogni eventuale problema di competenza territoriale deve essere prontamente risolto per evitare che esso ritardi o ostacoli la presa in carico e leda il diritto alla cura.
  4. Il passaggio del programma terapeutico da una struttura ad un’altra non avviene per automatismo sulla base del cambio di domicilio/residenza, ma previa espressa adesione dell’utente e tramite iniziativa dei CSM coinvolti, individuando operatori dei due servizi che curino adeguatamente la continuità terapeutica e garantendo il case management.
  5. Qualsiasi richiesta della persona di cambiare, a qualsiasi titolo, il servizio di riferimento territoriale va discussa con il dovuto approfondimento, sempre garantendo, nei limiti del possibile, la libera scelta delle cure.

 DIRITTI DEGLI UTENTI

  1. Alle persone portatrici di disagio e di disturbo mentale che utilizzano prestazioni e servizi del D.S.M. in qualsiasi circostanza e in qualsiasi momento deve essere garantito l’accesso ai diritti sanciti dalla Costituzione.
  2. Nell’ambito delle garanzie di cui al comma 1. in particolare deve essere promosso e garantito l’accesso ai seguenti diritti:
  • Diritto di libera espressione, in ogni sede ed in ogni ambito;
  • Diritto al rispetto delle proprie convinzioni morali, religiose, etiche, politiche;
  • Diritto al rispetto delle proprie scelte sessuali;
  • Diritto di vedere riconosciute, ricercate e rafforzate le proprie abilità e non evidenziate le proprie difficoltà o disabilità;
  • Diritto di essere informati su qualsiasi trattamento in atto;
  • Diritto a non subire azioni lesive della propria integrità fisica e della propria dignità;
  • Diritto di vedere soddisfatti i bisogni elementari e di essere sostenuti nella ricerca a risposte di emancipazione;
  • Diritto di scelta dell’equipe curante e, nell’ambito di questa, delle singole figure professionali;
  • Diritto di associarsi;

3.  I Servizi avranno la massima cura al rispetto delle differenze di genere, razza, religione, etnia, età, lingua, organizzando, ove possibile, risposte e strutture adeguate all’esercizio concreto di tale attenzione.

 

 

 

 

 


Azienda Sanitaria Provinciale di Agrigento - Partita IVA: 02570930848 - Copyright 2008-2011
Sede Legale: Viale della Vittoria, 321 - 92100 Agrigento
Realizzato da eRRegi Soluzioni