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Dipartimento Salute Mentale

Direttore Dott. Antonio Vetro

Viale della Vittoria 321 – Agrigento

tel. 0922 407337 – 0922 407333

mail dsm.direttore@aspag.it

PEC dsm.direttore@pec.aspag.it


DEFINIZIONE E FINALITA’

Il Dipartimento della Salute Mentale è la struttura operativa dell’Azienda Sanitaria finalizzata alla prevenzione, diagnosi, cura e riabilitazione psichiatrica con compiti di gestione, orientamento, consulenza e supervisione mirati ad assicurare una efficace e sostanziale tutela e promozione della Salute Mentale dei cittadini.

Afferiscono al Dipartimento Salute Mentale:


       MODULI DSM           NEUROPSICHIATRIA INFANTILE         SERVIZI DIPENDENZE PATOLOGICHE         

 

GRUPPO DIPARTIMENTALE PER L’ INCLUSIONE SOCIALE E L'INSERIMENTO SOCIO LAVORATIVO DEL DISABILE PSICHICO (G.A.T.)

Tra i compiti fondamentale del Dipartimento Salute Mentale rientra quello del reinserimento e della integrazione del disabile psichico nel contesto sociale, attraverso l’elaborazione, da parte degli operatori delle varie Unità Operative del Dipartimento, di progetti e percorsi personalizzati a favore dell’utente, in rapporto con gli organi esterni presenti nel territorio che collaborano allo sviluppo ed alla promozione dei processi di riabilitazione, nell'ottica di una riorganizzazione e riqualificazione della rete della residenzialità (Comunità Alloggio, Gruppi Appartamento, Case Famiglia) come peraltro previsto nel nuovo Piano Regionale per la salute Mentale. Tutto ciò assume maggior valore se colleghiamo gli obiettivi regionali della riabilitazione e della inclusione alla esigenza di redigere i PTI (Piani terapeutici Individualizzati), elemento centrale del Piano Regionale della salute mentale,. Inclusi all'interno del Piano Attuativo Locale Aziendale.

Il Gruppo, in acronimo G.A.T., è organismo funzionale a valenza dipartimentale finalizzato al coordinamento delle Unità e delle attività che attengono al vasto campo della inclusione sociale.

In particolare il G.A.T. si occupa di coordinare e supervisionare:

La Salute Mentale di Comunità
Progetti di riorganizzazione e riqualificazione della rete di residenzialità
Progetti di sostegno della formazione dell’inserimento lavorativo
Progetti di riabilitazione degli spazi sociali della comunità locale
Programmazione dei Piani di Zona distrettuali.

Le attività si svolgono in stretta collaborazione con tutti gli operatori delle diverse Unità Operative del DSM, ai quali rimane affidato, ciascuno per la parte di propria competenza, la gestione di tutti i procedimenti riguardanti l’intera area di abilitazione territoriale.

GRUPPO DIPARTIMENTALE PER LE ATTIVITA’ DI PREVENZIONE (Co.A.P.)

Tra i compiti del DSM rientra quello della prevenzione del disagio psichico, attraverso la elaborazione e la realizzazione, da parte degli operatori del DSM, di concerto con le Strutture sanitarie della Azienda, nonché con tutte le altre agenzie territoriali, di percorsi di prevenzione e promozione della salute mentale che si riferiscono all’ampio ambito del disagio psichico in tutte le sue forme ed in tutti i contesti in cui questo può manifestarsi.

Il Gruppo nasce nell’ottica della necessità di un coordinamento strategico delle prassi che attengono all’ambito preventivo e svolge compiti di coordinamento e supervisione per tutti i progetti dipartimentali che riguardano l’area della prevenzione. E nello specifico:

  • Progetti di riorganizzazione degli ambiti di prevenzione;
  • Progetti di miglioramento processuale e metodologico in ambito preventivo;
  • Progetti di valutazione e riqualificazione delle attività;
  • Progetti di prevenzione all’interno degli spazi sociali della comunità locale;
  • Partecipazione alla programmazione dei Piani di Zona territoriali.

Le attività si svolgono in stretta collaborazione con tutti gli operatori delle diverse Unità operative afferenti al Dipartimento, ai quali rimane affidato, ciascuno per la parte di propria competenza, la gestione di tutti i procedimenti riguardanti l’intera Area di prevenzione territoriale.

Un componente del Gruppo, individuato dal gruppo stesso, partecipa, in qualità di osservatore senza diritto di voto, alle riunioni del Comitato Dipartimentale.

ATTIVITA’ DEL PERSONALE

Fatto salvo quanto espressamente previsto dalle leggi in vigore nonché dal CCNL e dal Regolamento Generale dell’Azienda USL n. 1 Agrigento, ogni operatore professionale (medico, psicologo, pedagogista, sociologo, assistente sociale, infermiere professionale, fisioterapista, animatore, educatore, ecc.) addetto al Dipartimento Salute Mentale opera in equipe, nell’ottica di ottimizzare le risorse umane e professionali del servizio, di valorizzare il contributo di ciascun operatore attraverso l’assunzione di compiti e responsabilità specifiche, nel corretto rapporto tra interdipendenza e autonomia operativa. Esso si articola attraverso l’ampia circolazione dell’informazione, fermo restando l’obbligo del segreto professionale, la formulazione dei progetti terapeutici, attraverso approcci multidisciplinari, il coordinamento degli interventi in collaborazione tra diverse figure professionali, la formazione e la riqualificazione costante in equipe, tramite l’accertamento, pianificazione, fornitura, erogazione, coordinamento di servizi ed operatori e monitoraggio dei bisogni multipli del paziente (Zender, 1990).

Ciascun operatore professionale dovrà:

  • Contribuire nell’equipe alla identificazione dei bisogni di salute della persona e della collettività;
  • Mantenere con l’utenza, le famiglie, gli Enti, le Associazioni e la cittadinanza, relazioni di ascolto e di educazione sanitaria. In particolare contribuisce ai programmi di formazione delle famiglie e delle persone assistite;
  • Collaborare alla tenuta del Sistema Informativo del Servizio ed alla raccolta dati di interesse epidemiologico;
  • Partecipare alle riunioni di equipe e relaziona sull’attività svolta, contribuendo alla diffusione di tutte le informazioni significative per il conseguimento e la valutazione degli obiettivi stabiliti dall’equipe;
  • Pianificare, gestire e valutare l’intervento assistenziale sulla persona contestualmente alla rete familiare e sociale;
  • Curare, ciascuno per le parti di propria competenza, che gli interventi effettuati siano appropriatamente documentati nella cartella clinica;
  • Espletare le pratiche di assistenza centrate sulla presa in carico della persona nella sua integrità nel rispetto della dignità e riservatezza;
  • Conservare la documentazione inerente le prescrizioni terapeutiche;
  • Provvedere a visite domiciliari a utenti inseriti in programmi terapeutici decisi dall’equipe;
  • Accompagnare e supportare le persone nelle attività di animazione, risocializzazione, culturali e ricreative, nonché nei soggiorni fuori sede, in luoghi di lavoro e/o di formazione all’interno di un programma volto all’autonomia della persona;
  • Verificare e contribuire a mettere in atto ogni strategia per i decoro del domicilio della persona anche attraverso l’attivazione di personale ed Enti preposti;
  • Controllare e provvedere che venga offerta una appropriata e decorosa assistenza ai bisogni fisici della persona, soprattutto se non autosufficiente;
  • Collaborare a promuovere attività di integrazione sociale anche attraverso il rapporto con gruppi ed associazioni di cittadini sul territorio;
  • Collaborare a promuovere gruppi di auto mutuo aiuto;
  • Collaborare e partecipare alle attività di gruppo e di lavoro sulla qualità dei servizi (V.R.Q.);
  • Proporre i propri programmi di formazione permanente e di aggiornamento all’interno del DSM;
  • Partecipare alle attività di gruppo di lavoro sulla ricerca, prevenzione, abilitazione;
  • Redigere e conservare la documentazione inerente l’attività burocratico amministrativa (compilazione e tenuta della modulistica, registrazione delle attività quotidiane) del Servizio.

ACCOGLIENZA DELLA DOMANDA

  1. Il D.S.M. garantisce ai cittadini una bassa soglia di accesso ai servizi. La domanda viene accolta in tutte le sue forme, dirette ed indirette, informali ed istituzionali. L’accesso al servizio si fonda sul principio della territorialità. In caso di urgenza non si tiene conto di tale principio, salvo fatto l’obbligo di segnalazione dell’intervento al Centro di appartenenza.
  2. Il C.S.M. si integra con le attività dei Distretti Sanitari nell’accogliere la domanda e nel garantire una risposta globale ai bisogni di salute della comunità, partecipando alle attività di coordinamento e promuovendo programmi e progetti individuali e comunitari congiunti.
  3. I problemi di regolamentazione dell’accesso sono problemi di natura organizzativa del servizio ed in nessun modo devono ricadere sull’utenza. Ogni eventuale problema di competenza territoriale deve essere prontamente risolto per evitare che esso ritardi o ostacoli la presa in carico e leda il diritto alla cura.
  4. Il passaggio del programma terapeutico da una struttura ad un’altra non avviene per automatismo sulla base del cambio di domicilio/residenza, ma previa espressa adesione dell’utente e tramite iniziativa dei CSM coinvolti, individuando operatori dei due servizi che curino adeguatamente la continuità terapeutica e garantendo il case management.
  5. Qualsiasi richiesta della persona di cambiare, a qualsiasi titolo, il servizio di riferimento territoriale va discussa con il dovuto approfondimento, sempre garantendo, nei limiti del possibile, la libera scelta delle cure.

 DIRITTI DEGLI UTENTI

  1. Alle persone portatrici di disagio e di disturbo mentale che utilizzano prestazioni e servizi del D.S.M. in qualsiasi circostanza e in qualsiasi momento deve essere garantito l’accesso ai diritti sanciti dalla Costituzione.
  2. Nell’ambito delle garanzie di cui al comma 1. in particolare deve essere promosso e garantito l’accesso ai seguenti diritti:
  • Diritto di libera espressione, in ogni sede ed in ogni ambito;
  • Diritto al rispetto delle proprie convinzioni morali, religiose, etiche, politiche;
  • Diritto al rispetto delle proprie scelte sessuali;
  • Diritto di vedere riconosciute, ricercate e rafforzate le proprie abilità e non evidenziate le proprie difficoltà o disabilità;
  • Diritto di essere informati su qualsiasi trattamento in atto;
  • Diritto a non subire azioni lesive della propria integrità fisica e della propria dignità;
  • Diritto di vedere soddisfatti i bisogni elementari e di essere sostenuti nella ricerca a risposte di emancipazione;
  • Diritto di scelta dell’equipe curante e, nell’ambito di questa, delle singole figure professionali;
  • Diritto di associarsi;

3.  I Servizi avranno la massima cura al rispetto delle differenze di genere, razza, religione, etnia, età, lingua, organizzando, ove possibile, risposte e strutture adeguate all’esercizio concreto di tale attenzione.

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